Innamorarsi

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Mi figuro la vita, nella sua espressione umana, come un grande mare di energia, ed è come se, in questo grande mare delle spugne avessero fluttuato fino ad arrivare sulla riva.
Su questa riva, presenti a diversi livelli di coscienza, le spugne vivono la loro vita, alcune stanno in punti dove le onde non arrivano, certe stanno in altri dove le maree le bagnano ciclicamente, altre, ed a queste io appartengo, dopo aver sofferto su una spiaggia assolata separate dalla propria essenza, hanno il privilegio di essere riportate in mare da una mareggiata così forte da farle perdere quella sicurezza, quella ragion d’essere che faticosamente si erano costruite, con l’innegabile vantaggio di essere pronte a farsi accogliere.
Ma non è di queste ultime che mi viene di parlare.

Quell’acqua dentro le spugne, quell’essenza uguale per tutte, quella unità divisa dall’apparenza, per talune non è neanche percepibile, nel mondo delle spugne c’è una divinità che è fuori di te, che è il grande mare che tu non potrai raggiungere mai, e se non ci sei è perchè non ne sei meritevole, e si passa il tempo a fare i distiguo tra le forme ed i colori delle spugne e su quanto siano capaci di vedere il mare, le più erudite non lo vedono neanche ma sono in grado di teorizzare il movimento delle maree…

Ci sono poi le spugne che vivono sulla battigia, sono sempre immerse nell’acqua, per gran parte del loro tempo e a tratti grazie ad un onda capricciosa raggiungono quelle che, dimentiche di possederlo al loro interno, si sono arrese al fatto che credere di poter raggiungere il grande mare è un sogno irrealizzabile che da adulti non ha più valore.

Si vede ad occhio nudo la differenza, le prime sono lucide, turgide, vive, profumate tra queste viveva felice Gioia, le seconde opache, avizzite, sbiadite formavano una famiglia dove viveva Incertezza.

Gioia, muovendosi nella battigia, incontrava le sue sorelle, non era una spugna speciale, lei ne aveva coscienza, come sentiva permeare e risuonare il grande mare quando ci fluttuava seguendo i suoi disegni, anche se per caso andava a trovare le sue sorelle sulla spiaggia, le rimaneva la magia della danza di quel fluire percepibile se solo entrava in contatto con quella porzione di mare che custodiva dentro di sè.

Incertezza la incontrò una sera, era quasi il tramonto e iniziò a palare con lei del grande sogno che aveva abbandonato per sempre, e Gioia, consapevole del proprio sentire cominciò a raccontarle di un mondo, il suo mondo, dove le cose apparivano differenti, conosceva la realtà di Incertezza per averla sperimentata, ma ora voleva farle capire la differenza.

E cominciò a raccontarle il grande mare e mentre lo faceva tenedola stretta a sè, cominciò ad ondeggiare al pensiero dei flutti e quel lento sciabordio riecheggiò nel cuore di Incertezza, che si sentì cullare da quella dolce onda.

Ogni giorno andava a cercare Gioia, per quell’abbraccio che quasi non era più necessario perchè lei sentisse dentro di sè la danza del grande mare, e si innamorò di quella magia, e se quella magia era reale solo quando Gioia era vicino a lei era chiaro che era Gioia la fonte di quella sensazione, era di Gioia che era innamorata.

Gioia comprese e pazientemente aspettò che Incertezza capisse che quel mare capace di ongeggiare albergava dentro di lei e che l’Amore che provava era alimentato dalla sua stessa essenza vitale. Perchè spesso, quando ancora non siamo in grado di amare quella scintilla di vita che brilla nel profondo del nostro cuore, troviamo almeno la forza di amare chi quella luce ci permette di vedere riflessa nei suoi occhi.




One Response to “Innamorarsi”

  1. paoper Says:

    bello! e se diventasse l’incipit per un racconto breve?

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